martedì


28-10-2008 18.34







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Adorabile amico... Ed eccomi ancora qui ad esplorare con la mia piccola lanterna questo universo cosi' imprevedibile chiamato amore...
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Sento la necessità di concludere queste mie riflessioni…con l'inevitabile epilogo rappresentato dalla fine dell'amore stesso...
Questa giornata grigia...sembra quasi sottolineare la delicatezza del tema…e non ti nascondo che provo una forte emozione nello scrivere…perchè attraverso le mie poche righe vi è la somma di tante piccole esperienze...tanti piccoli mattoncini che alla fine hanno costituito quel muro che inevitabilmente ci protegge…ma che ci isola anche dal mondo....
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La sensazione piu' evidente in questi frangenti…è la consapevolezza di essere soli. Tutte le grandi prove della nostra esistenza ci vedono sempre soli…
Anche gli innamorati sono sempre soli…ma loro…rotolano con l’anima…sui petali di rosa;-)
La rosa…il simbolo profumato dell’amore...quel fiore affascinante e prezioso…che concilia sempre romanticismo ed erotismo….il simbolo profumato dell’amore.
La rosa…profumo…estasi e sentimento tutto assieme…
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Ma a volte…
la trama della favola…costringe la rosa ad appassire prima del tempo e…
la cosa che traspare evidente in questi momenti…è l'accorgersi che il sogno è sempre stato l'elemento centrale del nostro amore…e nel momento in cui quest'ultimo ha ceduto il passo alle piccole bassezze quotidiane…ecco che la patina d'oro che ha caratterizzato i primi momenti della passione…viene via velocemente…lasciando il posto alla ruvida scorza dell'inquietudine.
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Già l'inquetudine...quel senso di sordo fastidio che ti assale come un prurito a cui non puoi rinunciare a grattarti....constatare lentamente che le piccole attenzioni di un rapporto…sono spesso solo frutto del raggiungimento nascosto della propria soddisfazione fisica personale…accorgersi che in fondo…la persona che ci è vicina è solo un modo per appagare il nostro senso di sicurezza e di serenità…ma per tutto il resto diventa sempre piu' estranea…al nostro modo di concepire la vita e...il lento scorrere di questo fiume…ti trascina fino alla deriva…nella quale si presentano solo due possibilità…
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Lasciarsi trasportare senza opporre resistenza...senza alcun tipo di passione ma solo con la consapevolezza che la serenità è anch'essa un valore....oppure rendersi conto che non gli sarà data una seconda occasione…e che il destino và sempre rincorso ed alimentato attraverso i nostri impeti anche pagandone i suoi alti prezzi.
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Eppure…dentro di te…sai che hai fatto la cosa giusta...che il libro è stato letto fino all'ultima pagina...ma non riesci a comprendere ne' finale ne' il significato intrinseco di tutto questo....
La razionalità spesso non riesce a spiegare i moti dell'anima...e la mente è la nostra bestia indomabile che ci divora giorno dopo giorno…costringendoci a soddisfare la sua avidità...
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Credo che alla fine di questo percorso…ci si renda conto che siamo solo aggrappati ad una zattera…ma non conosciamo ne' se reggerà allo sforzo…ne' dove ci condurrà.
In fondo…Cesare Pavese aveva già stigmatizzato questa sensazione in modo sublime…per cui non posso che lasciarti oggi con le sue parole... A presto....
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"Un amore, qualunque amore,
ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla".
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Domani sera alle 21 sarò in messenger.