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30-1-2008 17.41
Il linguaggio dell’arte è…un linguaggio universale?
L’ho letto (…e l’ho sentito dire) almeno qualche centinaio di volte…e alla fin fine...mi sono convinta che… in effetti sia proprio così.
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Eh sì…non si spiegherebbe perché (altrimenti…) davanti a una scultura…o a un quadro…possano provare analoghe emozioni persone tanto diverse l’una dall’altra…giovani e vecchi…bianchi e neri…ricchi e poveri…quando si soffermano di fronte a un’opera d’arte sono ugualmente colpiti nel vivo…in profondità.
.E’ una magia (quella della bellezza suprema…che solo i veri capolavori possiedono…) a cui nessuno che abbia un po’ di intelligenza…di gusto e di sensibilità…può resistere. .
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Perdona il paragone…ma un museo (o una pinacoteca…) sprigionano un “appeal”…molto simile a quello di un grande ristorante…-se appena ti lasci prendere dalla sinfonia dei sapori che ti propone-….sei conquistato e non puoi che dire…chapeau!
.Facevo fra me e me queste considerazioni l’altro giorno…girovagando estasiata da una sala all’altra...di una delle più ricche e straordinarie “collezioni” di opere d’arte del mondo.
Ogni volta che mettevo il naso in una nuova sala (pur sentendomi già appagata per la bellezza delle opere che avevo ammirato in precedenza) l’ “appetito” di arte e di bellezza…mi si riaccendeva dentro di nuovo…prepotentemente.
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Quante meravigliose sensazioni -si possono provare-...ammirando un quadro di un grandissimo autore.
A incantarti possono essere le suggestioni cromatiche…oppure le lievi…quasi impercettibili screpolature...di una tela che ha centinaia di anni...ma che ti va dritta al cuore come se appartenesse al tuo presente…oppure sono certe prospettive spavalde…genialmente mattoidi…che hanno la forza di trascinarti fuori dal tuo tempo-spazio reale…risucchiandoti in una dimensione per te del tutto nuova…meravigliosamente estraniante.
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Ma forse la cosa che mi affascina di più sono le espressioni. I gesti…gli ammiccamenti…sono stati impressi sulla tela centinaia di anni fa magari...ma conservano un’immediatezza che mi lascia senza fiato. Mi hanno colpito molto (…. sotto questo aspetto) l’angioletto di Guido Reni e il Giovanni Battista di Leonardo da Vinci riprodotti nelle fotine qui a fianco… Pensa un po’…il più recente di questi due capolavori (l’angioletto paffuto di Reni…) ha più di quattrocento anni (ti rendi conto? quattro secoli!)…eppure pare quasi che ti prenda ancora in giro…ammiccando verso te che lo guardi con quel ditino quasi sfottente.
Quanto è grave invece (drammaticamente lontano…ma ancora
vivo e potente) l’analogo gesto del Giovanni Battista leonardesco!
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vivo e potente) l’analogo gesto del Giovanni Battista leonardesco!Non ti sembra incredibile (e meraviglioso…) che un gesto – un semplice gesto – possa essere ancora così vivo e comunicativo dopo tanto tempo?!
.(E a te...adorabile amico...domando....
"indovina un po’…dove mi trovo...")