12-4-2007 20.11

E anche…molto ispirata. Nel sonno…volevo accendere il fuoco del tuo desiderio…danzandoti intorno come una stella un po’ pazza…che accenna a cadere…ma (subito dopo;-) s’impenna e vola sempre più in alto…più su…ancora più su…fino a risplendere nella sommità del cielo.
Del TUO cielo! Nel sonno...il mio corpo scivolava morbidamente sul tuo… (avvolgendoti tutto in una luce garbata e intima…co
me quella di un’abat-jour).
me quella di un’abat-jour). E…proprio non ne voleva sapere che le ore passassero… che si avvicinasse il mattino (e con lui…l’ora di alzarsi).Questa mattina…alle 9…ho aperto gli occhi…e in camera mia…c’era una luce di rara bellezza: abbagliante! Ed è in quella luce che la mia tela (che nei giorni scorsi avevo…accarezzato di bianco con i miei glutei;-) mi ha chiesto di…unirsi ancora una volta al mio corpo…in un irresistibile amplesso di vernice umida e fresca.

Eh sì...aveva proprio ragione Friedrich Nietsche:
“Bisogna avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante”
